Ubuntu Linux 6.10, Edgy Eft: recensione

La nuova Ubuntu Linux è disponibile nella versione stabile da due giorni, oggi è stata resa disponibile Xubuntu completando così il quadro dei progetti di punta della Canonical.

Dopo due giorni di prova posso esporre le mie prime impressioni, le cose che più mi hanno colpito, le cosa d’impatto non altro, per il resto bisogna aspettare.

La prima cosa che ho notato (almeno sulla mia macchina) è che il live cd è più lento nel caricarsi rispetto Dapper, una volta caricata però occupa meno memoria, inoltre cosa che non accadeva con Dapper, non ho avuto bisogno di date un up alla scheda di rete, tutto era pronto, non ho dovuto toccare nulla se non avviare Firefox 2 per poter navigare.

Procedendo con l’installer grafico tutto funziona alla perfezione e in 8 minuti mentre navigavo ho avuto la mia Edgy Eft installata; quì devo registrare un “errore”, terminata l’installazione ci viene chiesto se vogliamo riavviare per poter utilizzare la nuova instalazzione oppure continuare ad utilizzare il live cd, io ho scelto di riavviare e mi si è presentata una schermata in cui mi si diceva di togliere il cd dal lettore e premere enter per il riavvio, lì la macchina si è bloccata, non si riprendeva neanche con il reset o il tasto di accensone, ho dovuto quindi spegnere l’alimentatore e riaccenderlo.

Al riavvio non ci sono stati problemi, l’avvio di Edgy è gestito dal nuovo upstart di cui vi ho già parlato, l’avvio non è fulmineo ma è finalmente in linea con i concorrenti, Windows e Mac OSX, con la sola differenza che l’avvio di Windows è ancora dipendente dal numero di applicazioni installate nel sistema oltre che dai servizi attivi, Mac OSX e GNU/Linux, in particolare questa Ubuntu solo dai servizi attivi.

Con questa nuova versione i servizi attivi di default sono veramente quelli necessari rendendo la distribuzione più reattiva, il resto lo fa la nuova versione di GNOME (2.16) che migliora gioro dopo giorno, sempre più leggera, con Dapper tutti avevano notato come finalmente il terminale avesse tempi di caricamento umani, ricordo che lo si considerava finalmente paragonabile a Konsole, a mio parere ora è anche superiore, una vera scheggia.

Ho solo una cosa da rimproverare al Team di GNOME, secondo me non si può integrare nel progetto due mattoni come F-Spot (GThumbs è nettamente superiore) e Tomboy e lasciare fuori Tracker … sono invece contento di aver trovato Baobab

che dire quindi GNOME promosso quasi a pieni voti 🙂 così come l’intera Ubuntu, più leggera, più reattiva, come sempre pienamente compatibile con tantissimo hardware già al primo avvio e con repository pieni di pacchetti fin dal rilascio.

Per concludere il mio giudizio (se mai potrà sevire a qualcuno) è positivo, non vi aspettate stravolgimenti eccessivi, effetti speciali o quant’altro, ci troviamo di fronte all’ennesima dimostrazione di maturità di una distribuzione che in pochi anni è diventata la regina del settore Desktop meritandolo ampiamente, release dopo release migliora di pari passo con GNOME (è stata un ottima scelta legare così tanto la distribuzione principale a qusto Desktop Enviroment).

Dopo la recensione vi segnalo la guida ufficiale ed una non ufficiale, più ricca di FAQ e consigli(la famosa ubuntuguide) per poter meglio adattare la distro alle vostre esigenze:

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