Il software nel 2007: stato dell’arte e scenari futuri

 

Visto che il mio purgatorio (alias astinenza da internet) sembra dover durare ancora per tanto (Telecom se non esistessi vivremmo tutti meglio) ho realizzato nei piccoli ritagli di tempo, questo post, raccogliendo le solite impressioni e idee che mi sono venute in mente nell’ultimo periodo.

Da utilizzatore di software, ma anche da piccolo sviluppatore, ho maturato esperienza dopo esperienza diverse convinzioni informatiche; inevitabilmente molte di questa riguarda il lato software.

La prima cosa che mi fa pensare è come negli anni sia aumentato il divario di competenze tra chi il software lo sviluppa e chi ne è semplice utilizzatore; se da un lato può sembrare naturale che un semplice utilizzatore non conosca le problematiche con cui deve scontrarsi uno sviluppatore, tutto diventa meno naturale se pensiamo che molti utilizzatori commissionano dei software e dunque si trovano a far delle richieste ben precise e spesso irrealizzabili.

Pensando invece agli sviluppatori mi viene in mente come sia cambiato il modo di sviluppare e come sta cambiando ancora. Senza scomodare i tempi dell’assembler vorrei farvi notare come ieri lo sviluppatore prediligeva, per l’80% dei casi un linguaggio compilato, oggi la scelta è oltre che molto più ampia di un tempo, anche meno scontata.

Entrando più nel dettaglio, se ai tempi dell’assembler la riutilizzabilità del codice era quasi nulla, i tempi di sviluppo alti e la complessità di realizzazione e di manutenzione era alle stelle, la nascita della programmazione procedurale e in seguito quella ad oggetti, ha semplificato di tanto lo sviluppo. Oggi siamo in piena era framework, molti sviluppatori hanno rivisto il loro modo di sviluppare e ne sono entusiasti, altri come sempre accade quando ci si trova di fronte una novità, restano ancorati al modo di fare, alla via tradizionale, rimandando (a mio parere) ciò che finiranno per fare quando sarà oramai troppo tardi.

Notiamo poi che moltissimi framework sono realizzati per il Web, quelli che non lo sono si sono affrettati a fornire ai propri utilizzatori gli strumenti adatti per una perfetta integrazione. Ad oggi il Web diventa sempre più importante, ricordo che tempo fa mi meravigliò molto il vedere realizzati dei gestionali o delle interfacce utente per controllare l’hardware (sto pensando alle interfacce di gestione dei comuni AP o router o persino i driver per l’utilizzo del firewall integrato nVidia) con un linguaggio di scripting lato server (generalmente PHP), oggi mi meraviglia vedere ancora del software compilato (da questo discorso è escluso il sistema operativo, almeno per ora…).

Sembra dunque che le aziende siano orientate verso ciò che penso, ovvero la quasi completa realizzazione di prodotti software sul web (iniziai a parlarne tempo fa rispondendo quì). Come spesso accade i primi a percorrere questa strada sono stati quelli di Google (con gli oramai stranoti Spreadsheet & Doc) e di Zoho (vi consiglio di approfondire i sui strumenti, meritano sul serio tanto), poi potremmo metterci Yahoo (Flickr, Pipes) fino alla notizia di qualche settimana fa della in cui apprendiamo che prima Corel mette a disposizione sul web il suo editor di testo online, poi l’annuncio da parte di Adobe di una versione di Photoshop anche questa online.

Magari mi sbaglio ma non penso sia un caso che due grosse aziende inizino la sperimentazione di un proprio prodotto online, nel caso di Adobe poi è uno dei prodotti di punta della casa.

Io sono sempre più convinto che questa sarà la strada da seguire, nel mio piccolo cerco di essere sempre più sensibile ai cambiamenti inerenti lo sviluppo web, per me innovare e rinnovarsi restano sempre dei cardini, se potessi investirei in questa direzione; non nascondo però la curiosità su come si evolverà il mondo dell’hardware proprio in funzione di queste nostre nuove esigenze.

Vista ci ha ricordato un concetto (conseguenza) che chi conosce la legge di Moore ricorda bene, per giustificare gli straordinari progressi dell’hardware si ottimizza sempre meno il software, ma con una probabile decentralizzazione del software, come giustificherebbero una nuova CPU il 35/40 % migliore della precedente ogni 6 mesi? Se il sistema operativo tra qualche anno avrà ancora la “forma attuale”, il vero e forse unico applicativo di cui avremo bisogno sarà il browser, anche se dovesse essere scritto male non giustifica l’hardware di un comune pc già oggi.

E ancora, il divario digitale tra i vari paesi sarà più marcato o si ridurrà? Avremo sempre più bisogno di linee affidabili e veloci, noi abbiamo grossi problemi da questo punto di vista, ricordo a tutti che in tante piccole città e paesi non vi è ancora l’ADSL, tutto ciò stimolerà gli operatori o come temo avremo i soliti pessimi servizi a prezzi alti?

Gli interrogativi sono tanti non resta che attendere e sperare in una rivoluzione positiva per noi utenti.

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