Segnalazioni

  • In MySQL è presente di default la funzione soundex, questo può essere molto utile in tanti casi in cui è necessario un confronto al volo
  • Vi segnalo un articolo sui 10 errori più comuni commessi da chi sviluppa in PHP, il numero 7 inizio a condividerlo

Not using a framework

  • il sistema di indicizzazione e ricerca file Tracker si avvicina sempre più alla prossima release di Ubuntu Linux (Ubuntu Linux 7.04 code name Faisty Fawn)
  • Iniziano ad essere sempre più le voci di hot-spotting nel nostro paese, vi segnalo questo articolo su HwUpgrade, se segnala un servizio già presente nel nostro paese che stenta però a decollare a causa della legge Pisanu. Vi è poi Eolo, l’offerta wireless a larga scala di NGI. Nella mia città (Taranto) si inizia a sentir parlare di un certo Progetto Pitagora per una connessione wifi disponibile in tutta la città, appena avrò maggiori informazioni ve le segnalerò.
  • sarà disponibile, mi auguro presto, Spanning Sync, un applicativo per la sincronizzazzione bidirezionale del  Google calendar

Anche questa volta ho aumentato l’eltropia del mio blog, alla prossima.

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Alternativa a .Mac: tanti piccoli servizi tutti gratuiti #2

Proseguiamo la carrellata di alternative ai servizi offerti da . Mac con un occhio particolare alla loro integrazione con OSX.

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Google mette a disposizione un indirizzo di posta elettronica con ben 2,6 Gb di spazio, con un servizio di rubrica, antispam e indirizzo POP, il tutto in maniera gratuita. L’integrazione con OSX è a mio parere ottima, vi sono diversi applicativi da installare che permettono di avere la notifica all’arrivo delle mail o la veloce composizione e invio delle stesse. Segnalo Google Notifiers ottimo anche per l gestione del calendar

Se proprio i servizi della grande G non vi sono simpatici, l’alternativa free a Gmail può essere Yahoo! mail, non vi assicuro però la stessa integrazione con OSX, so che ci sono dei Widget ma non ho approfondito.

gcalendar.png
La grande G ci offre anche un buon servizio di Calendar (sempre rigorosamente gratuito) accessibile utilizzando l’account gmail

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L’integrazione con OSX è garantita anche in questo caso, molto buona, possiamo utilizzare l’applicativo segnalato per gmail ma anche iCal anche se da locale in sola lettura. Per configurare al sincronia dobbiamo:

  • accedere via web alla impostazioni di google calendar
  • accedere alle impostazioni dei calendari e selezionare il calendario desiderato
  • cliccare sulla voce Utilizzo Privato la voce iCal

impost_cal.png

  • copiare l’indirizzo che compare
  • avviare iCal
  • selezionare dal menù Calendario la voce sottoscrivi

imp_ical.png

  • inserire l’indirizzo copiato da google calendar ed il gioco è fatto; adesso iCal si sincronizzerà con il vostro calendario on line.

Questo sistema presenta però delle (a mio parere) grosse limitazioni, la sincronizzazione può avvenire solo in un senso, ovvero da web a locale e non l’inverso. Per ovviare aciò dobbiamo però cambiare programma, non utilizzeremo più iCal ma Calgoo. Questo programma ha secondo me solo un difetto, ha la versione per Mac in Java, le sue prestazioni non sono il massimo ma fa il suo lavoro

Questi due a mio parere sono i sistemi gratuiti più interessanti per questo servizio, di servizi Calendar gratuiti in rete ne troverete tanti ma alla fine saranno tutti o unidirezionali o peggio ancora poco affidabili, se avete da segnalarmene qualcuno fatelo pure commentando questo post. Anche in questo caso vi segnalo un servizio free alternativo, si chiama HipCal e va usato proprio come Gcalendar + iCal.

Anche questa puntata volge al termine, nella prossima, che dovrebbe essere anche l’ultima, vedremo come utilizzare Gmail come sostituto di iDisk, un servizio di messaggistica istantanea e un photo album.

(prima parteterza parte)

iPhone: il mio pensiero

Ora che la confusione post MacWorld è finita penso di poter esprimere il mio parere, non mi andava di seguire l’onda e far parte della confusione.

Breve parentesi, qualcuno potrà dirmi che sono immaturo, che gli anni del bisogno di divismo dovrei averli alle spalle ma vorrei sottolineare la figura di Steve Jobs, esso è stato il protagonista a mio parere di almeno 3 rivoluzioni tecnologiche. La prima è quella del personal computer, la seconda quella della computer grafica applicata ai film di animazione, con Toy story della Pixar ha dato il via ad un modo del tutto nuovo di realizzare film. Veniamo alla terza, la rivoluzione della musica digitale con l’iPod e l’iTunes Music Store Apple ha rivoluzionato anche il mondo della musica. Potrei aggiungere anche qualcosa di più tecnico ricordando che la programmazione ad oggetti la dobbiamo anche a Next ma preferisco fermarmi quì ricordando a tutti che queste rivoluzioni le dobbiamo in buona parte a Steve Jobs; una persona che ha fatto tesoro dei suoi errori, una persona capace di pensare in maniera differente da tutti gli altri cambiando in meglio più volte il mondo.

Jobs guadagna 1 dollaro l’anno da Apple (oggi Apple inc.) vive dei profitti che le azioni Apple portano, ciò vuol dire che risente in primissima persona delle sue scelte, se ha fatto male a credere in un progetto ne paga le conseguenze e viceversa. Per noi italiani è un concetto dell’altro mondo, abbiamo i manager più pagati del mondo (chi ha detto Tronchetti Provera?E Cimoli?), che non sanno neanche cosa producono le aziende che comandano ma sono bravissimi a farle fallire (sono finiti i tempi dei vari Ferrari, Mondadori, Olivetti…).

L’ultimo keynote è stato come sempre gestito alla perfezione da Jobs, con il suo invidiabile modo di condurre, ha catturato l’attenzione di tutti tanto da far dimenticare il keynote di un signore di nome Bill….

Dopo questa parentesi riprendo a parlare del MacWorld. La prima impressione è stata quella di un oggetto rivoluzionario, la frase “Introducing iPhone. Apple reinvents the phone” fu in quel momento la frase che meglio poteva sintetizzare il tutto. Con l’iPhone Steve Jobs mostrava coraggio, innovazione, stile ed eleganza, tutti concetti che a mio parere oramai nel mondo dell’informatica e dell’elettronica di consumo sembrano essere spariti.

Vi erano però dei dubbi condivisi da tanti amici e utenti in rete, questi sono legati in particolar modo all’assenza della connettività UMTS e all’ambigua versione di OSX presente nell’iPhone. Per quanto riguarda l’UMTS sono oramai rassegnato, sarebbe del tutto inutile e vi spiego il perchè; nelle Americhe è una tecnologia che non ha mai preso piedi a causa delle diverse esigenze della popolazione, in Europa è forse andata leggermente meglio ma ben al di sotto delle previsioni. In Italia poi come al solito una cattiva organizzazione non l’ha mai fatta decollare, la vendita delle frequenze si è rivelato un grosso errore unita alla solita penosa politica dei prezzi. L’unico paese che gode dei privilegi di questa tecnologia è il Giappone o in generale più o meno tutto l’oriente. Vedo quindi bene la decisione di dotarlo intanto di connettività EDGE visto che il primo mercato in cui sarà commercializzato è quello americano, in seguito probabilmente Apple ha fatto intendere che sarà dotato di conettività UMTS. Non dimentichiamo che ha il wifi e che siamo sulla scia del WiMax (anche in questo caso le notizie che provengono dal nostro paese non fanno ben sperare).

Il secondo dubbio e per me il più preoccupante è quello legato al sistema operativo dell’iPhone, l’OSX in versione mobile che Apple ci ha mostrato nel suo Keynote.

Da un punto di vista rafico ciò che è stato mostrato è molto gradevole con prestazioni che sembrano ottime, i dubbi arrivano dalla notizia che non sarà possibile installare software di terze parti o meglio che Apple non ha intenzione di rilasciare un developer kit per sviluppare su questa nuova piattaforma. I motivi sembrano, secondo le dichiarazioni dello stesso Jobs, legati alla sicurezza delle reti telefoniche, lo stesso Steve non esculde che sarà possibile installare del software sull’iPhone ma esso dovrà comunque passare sotto le mani di Apple.

Dal punto di vista della sicurezza come dargli torto, da quello commerciale temo sia un grande errore, secondo me la fortuna di Symbian è nata proprio dalla possibiltà di installare tranquillamente tanti applicativi come se fosse un PC e l’iPhone sarà proprio un concorrente nel mercato degli smartphone oggi diviso tra Windows Mobile e Symbian.

Detto questo non resta che attendere e vedere se ancora una volta il buon Steve ha visto giusto (sarebbe la quarta rivoluzione) intanto penso che come sempre ha il merito di fornire tecnologie oramai contemporanee a tutti senza aspettarle come spesso accade 10 anni a causa di aziende che ci propinano la solita minestra riscaldata.

Alternativa a .Mac: tanti piccoli servizi tutti gratuiti #1

Il servizio Apple .Mac è probabilente uno dei pochi prodotti odiati dal mac user, il motivo sta nell’eccessivo costo richiesto per un prodotto che in tanti giudicano scadente.

Il vantaggio di .Mac è l’integrazione con OSX, possiamo però eaggiungere un discreto livello di integrazione con una serie di servizi gratuiti sparsi per la rete, io ne sto provando alcuni.

Box.net
boxnet.png
Questo sito mette a disposizione un servizio free di hd virtuale, lo spazio a disposizione con l’account free è di 1 Gb. Dopo la consueta registrazione gratuita, possiamo avere una discreta integrazione con il Finder nel seguente modo:

  • aprire il finder e selezionare connessione al server come in figura

fin1.png

  • inserire l’indirizzo http://www.box.net/dav e avviare la connessione mediante il tasto connetti come in figura

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dopo la connessione vi sarà montato il volume remoto come un normale volume di rete nel quale potete copiare, cancellare e modificare ogni tipo di file.

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con questo servizio gratuito possiamo sostituire l’iDisk di Apple. Questo articolo proseguirà con i sostituti del servizio di calendar e mail.

(secoda parte)

Parallels vs VMWare Fusion: due beta a confronto

L’ultima parte del 2006 ha visto focalizzare l’attenzione sulla virtualizzazione, sia hardware che software. Per sintetizzare diremo che la virtualizzazione consiste nel fornire attraverso un software, un astrazione di una parte di una o più risorse hardware, cos’ da permettere ad esempio a diversi sistemi operativi di essere eseguiti contemporaneamente su una macchina, per approfondire utilizzare il link fornito.

Attualmente esistono diversi software che permettono ciò, per fortuna disponibili per le piattaforme più comuni (Windows, Linux, mac). In questo post prendo in esame due software di virtualizzazione per Mac, entrambi non ancora rilasciati nella loro prima versione stabile, parlo di Parallels Desktop e VMware Fusion.

Parallels

La versione utilizzata per questa review è la build 3094 della Beta 2

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il pacchetto .dmg pesa 33.6 Mb, la sua installazione procede senza problemi e la creazione di una macchina virtuale avviene in maniera guidata ed intuitiva

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creata la macchina virtuale non resta altro che inserire il cd oppure se indicato durante la creazione della VM basta indicare l’immagine iso, ci apparirà una tipica schermata di caricamento del bios e si potr procedere con l’installazione, vi segnalo questo video che mostra l’avvio di una macchina virtuale con windows

appena avviato Parallels occupa 27,80 Mb, avviando Windows XP ne occupa 151, naturalmente escludendo la ram dedicata al sistema ospite. L’utilizzo della CPU per avviare il sistema ospitela varia tra il 39 ed il 56% per poi calare tra l’8 e l’11% con il sistema ospite in idle.

VMware Fusion

Da pochi giorni è disponibile la prima beta pubblica di VMware Fusion, per molti è l’inizio della sfida, per noi utenti è la garanzia di avere presto un prodotto di virtualizzazione completo e stabile, si sa la concorrenza fa bene. La versione utilizzata per questa prova è la Beta 1 nella build 36932

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il file .dmg pesa la bellezza di 110 Mb, appena avviato occupa in memoria 16,20 Mb, avviamo la macchina virtuale con Windows XP occupa 22,85 Mb,naturalmente escudendo la ram dedicata al sistema ospite, l’uso della CPU per avviare un sistema ospite è abbastanza alto, tra l’80% ed il 100%, cala poi al 2% / 3% a sistema ospite in idle. Anche in questo caso installare l’applicativo e creare le macchine virtuali è resu molto semplice

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il principio di funzionamento è lo stesso di Parallels, si crea la macchina virtuale si inserisce il cd del sistema operativo da installre o si indica l’immagine e si fa partire la macchina virtuale, da questo momento in poi non ci sarà più nessuna differenza con le installazioni che avvengono in maniera nativa. Segnalo un video dimostrativo anche per Fusion

Pareri e Conclusioni

Il mio parere sula virtualizzazione prima di provare questi due prodotti era negativo per quanto riguarda il segmento desktop, preferivo le installazioni native perchè per me le prestazioni vengono prima di tutto, non mi va di sacrificare l’usabilità per un bel effetto grafico o per una moda del momento. Dopo aver provato Parallels ho potuto toccate con mano le ottime prestazioni del sistema virtualizzato, anche assegnando poche risorse (appena 256 Mb di ram per un Windows Xp Pro o una Ubuntu Linux 6.10). I campi in cui la virtualizzazione ci viene in aiuto sono tantissimi, mettere su un sistema di test per sviluppo o per altro è semplicissimo, veloce e sicuro.

Veniamo ora ai ingoli prodotti, uso Parallels dalla build 1970 e devo dire che già quella funzionava abbastanza bene sia con Windows che con Ubuntu Linux, ho notato però con le successive due build che la compatibilità con Linux sia peggiorata. Per la cronaca Ubuntu 6.10 con la 1970 non mi ha dato nessu problema mentre con le successive due build ho avuto diversi problemi nel far ripartire la distro dopo un lungo periodo di inattività e un amico non riusciva a fare il boot della versione server. Con l’ultima build le cone vanno un pò meglio, anche per quanto riguarda Windows, non ho più problemi con la funzione Coherence e con il Drag&Drop dei file da un sistema all’altro. Il mio giudizio complessivo è buono, considero Parallels un ottimo prodotto anche in questo stato e sono convinto che la versione stabile sarà ottima con tutti i sistemi supportati (sembrerà una cosa ovvia ma non è così).

VMware Fusion è alla prima Beta pubblica, anche se è prodotto da un azienda leader del settore vanno riconosciute le attenuanti della maggiore immaturità del prodotto che si presenta comunque molto completo e stabile tanto da non far pensare ad una prima beta, semplice da installare, intuitivo, etremamente personalizzabile ecc, traspare insomma la voglia degli sviluppatori di non trascurare nulla.

Allo stato attuale giudicare il migliore è secondo me poco corretto, farò delle considerazioni su dati di fatto; entrambe la case hanno strutturato i software allo stesso modo, mi riferisco alla creazione della macchina virtule, alla sua gestione, alla gestione dell’hardaware sotto windows e alla integrazione tra i diversi sistemi, so che non cè tanto da inventare ma sarebbe stato interessante vedere due filosofie differenti.

La compatibilità hardware è a buon punto, anche in questo caso la strada intrapresa è la stessa, se ad esempio abbiamo installato Windows, per utilizzare le periferiche di sistema, il Drag&Drop e la funzione di Coherence che permette di utilizzare in OSX un applicativo Windows senza essere vincolato dalla schermata della macchina virtuale, entrambe le case permettono l’installazione a macchina avviata dei propri Tools (Paralels Tools e VMvare Tools); questo sotto forma di un semplice applicativo windows che va installato e dopo un riavvio del sistema (in tipico stile Windows) rende utilizzabile diverse periferiche. A tal proposito tengo a sottolineare che per quanto sia stato affermato dai due produttori il supporto alla iSight, non so se per mia incapacità (molto probabile) o per bachi software non sono riuscito a renderla utilizzabile con nessun sistema operativo, stesso discorso per la scheda wifi.

Sotto il profilo delle prestazioni le differenze ci sono in fase di installazione del sistema ospite e in fase di avvio dello stesso, a sistema avviato non si notano differenza. Con Parallels sia l’installazione che l’avvio e la chiusura di un sistema ospite sono parecchio più veloci che con Fusion.

Per ora questo è tutto, cercherò di aggiornare questa review man mano che i due prodotti subiranno degli aggiornamenti.

MacBook Core 2 Duo Review

Poco meno di un mese fa ho ricevuto il mio MacBook, questa review arriva in ritardo a causa di diversi impegni lavorativi e di studio ma ciò mi permetterà di essere più obiettivo.

Inizio la review da considerazioni puramente estetiche, il MacBook è a mio parere il portatile più bello in commercio, se provate a confrontare altri portatili con le stesse dimensioni (ricordo che il MacBook è un 13.3″) e con la dotazione hardware il più possibile simile noterete che sono sgraziati, dalla linea spigolosa e bombata, il MacBook è sottile, leggero e coerente in ogni sua parte.

Lo schermo

Lo schermo ha una risoluzione nativa di 1280×800 pixel, devo dire che la visione dei DVD non è scomoda, prima di provarlo pensavo il contrario, ho però notato che scrivere codice per diverse ore stanca molo gli occhi, ma forse questo è solo un mio problema (sarà l’abitudine all’utilizzo di un 19″). Fortunatamente il mio schermo non ha il problema che in molti hanno lamentato sulla non omogenea illuminazione.

La tastiera

La tastiera fornita con il MacBook non è la solita tastiera, il suoi tasti sono separati così come mostra la foto

vi confesso che avevo dubbi anche su questa cosa, devo nuovamente ricredermi, questa tastiera è ottima, la trovo comoda e mi permette di scrivere senza guardarla, non ne sono capace con le normali tastiere proprio perchè spesso finisco per premere i tasti vicini quello voluto, con questa ciò non accade.

L’alimentatore

Anche in questo Apple deve distinguersi, l’alimentatore fornito è di dimensioni ridottissime (anche in questo caso sfido chiunque a fare il paragone con quello fornito con gli altri portatili)

con il MagSafe e due diversi connettori, il classico europeo a due poli e quello Schuko con prolunga di circa un metro e mezzo.

Dopo queste considerazioni puramente estetiche passiamo a quelle più tecniche, la mia configurazione è:

  • Processore Intel Core 2 Duo a 2 Ghz con 4 Mb di cache L2 per core (8 Mb in tutto…)
  • 2 Gb (2×1 Gb) di Ram DDR2 a 667 Mhz
  • scheda grafica Intel GMA950 da 64 Mb condivisa
  • HD da 80 GB a 5400 giri/min
  • Masterizzatore DVD DL 6x

per maggiori info potete consultate l’apposita pagina quì.

Da punto di vista prestazionale nulla da dire, la CPU è veramente molto potente, accoppiata poi ai 2 Gb di RAM permette di svolgere un gran numero di operazioni, molte di queste mangia RAM come Skype, Firefox, Office, NeoOffice, Parallels il tutto contemporaneamente senza compromettere la fluidità del sistema, portare la CPU al 100% o saturare la RAM nei normali usi è molto molto difficile.

Il comparto grafico è da molti indicato come il punto debole di questo portatile, io stesso ho più volte speso cattive parole verso chi ha deciso di utilizzare la GMA950 ma ancora una volta devo ammettere che mi sbagliavo perchè questo chip supporta tutti gli effetti di OSX è inoltre segnalato come Vista Ready, merita dunque tutta la nostra ammirazione. Non sarà adatta per i giochi questo si ma un portatile a mio parere non va comprato per giocare, per i miei scopi va più che bene. Mi auguro solo di non avere problemi con le future versioni di OSX ma per questo se guardo al passato sono più che tranquillo, Apple non è Microsoft…

Le temperature

La prima versione del MacBook dotata del Core Duo mostrarono diversi problemi di temperatura, ora ci sono i Core 2 Duo con una dissipazione superiore. A mio parere tali problemi sono stati risolti, il mio normale utilizzo prevede l’apertura di Firefox, Skype, iChat, diverse finestre del Finder, iTunes, conessione wifi, un editor per la programmazione e a volte Parallels con Ubuntu Linux e la temperatura non va mai oltre i 53° per Core in un ambiente riscaldato in maniera non eccessiva. Ho potuto sentire le ventole solo tre volte, le prime due durante l’installazione di Windows XP con Fusion la seconda in una stanza molto calda mentre avevo un paio di applicazioni aperte ed importavo un centinaio di foto da una fotocamera, in entrambi i casi la ventola è rimasta in funzione per meno di 30 secondi e comunque sia la tastiera che la base del portatile erano appena tiepidi.

La batteria

Prima di riceve il MacBook mi sono preoccupato di informarmi in rete sul come comportarsi, questo è il mio primo portatile e non ne so tante, so però che le batterie in generale sono il punto debole di ogni dispositivo portatile (ne so qualcosa per i telefoni cellulari…). Dopo qualche ricerca in rete e dopo qualche consultazione con un amico mac users da oramai diversi anni ho capito che la batteria andava calibrata con 3/4 cicli di ricarica che dovevano avvenire nel seguente modo

  • scarica della batteria fino a quando il MacBook non si porta spontaneamente in stato di stop
  • ricarica in questo stato di stop fino a quando il led posto sul MagSafe non diventa verde
  • utilizzo del MacBook da batteria finchè non ci si ritrova come nel primo punto

così facendo la capacità della batteria dal 98% quando mi arrivò a casa, divenne 100% dopo 4 cicli di carica, adesso ripeterò una volta al mese un ciclo di questo tipo per salvaguardarla. La sua durata con il mio normale utilizzo è di 3 ore a volte anche 3 ore e 15 minuti.
Mac OSX 10.4 Tiger

Tiger è il nome della quarta release di Mac OSX, potete trovare in rete tantissime info, quello che sto per scrivere è solo un mio parere, un parere nato dopo circa un mese di utilizzo. Bene OSX è come vorrei fosse una distribuzione Linux, semplice da gestire, innovativo, veloce, sicuro, fornito di un applicativo per ogni scopo, insomma un gran bel sistema operativo.

Al primo avvio potreste trovarvi un pò spiazzati, ma in pochissimo tempo ci si trova subito a proprio agio, il Dock è gradevole da vedere e da utilizzare, Spotlight più che uno strumento di ricerca è un nuovo modo di intendere il Desktop ed il finder per quanto i mac user si lamentino della sua lentezza è comunque una scheggia se paragonato a Nautilus, Konqueror, Explorer (mi riferisco sia al file manager di XP che di Vista, non so se in Vista ci sia ancora). Segnalo il seguente video per chi non ha proprio idea di cosa sia OSX

Conclusioni

Per concludere questa review posso affermare di essere più che contento di aver comprato un Mac, nel complesso sia l’hardware che il software giustificano il prezzo fornendo una qualità a mio avviso superiore alla concorrenza, ora non resta che attendere e verificare l’affidabilità della macchina.

Devo però essere obiettivo e dire anche ciò che non ho gradito, il Finder necessita sul serio di qualche miglioramento, in modo particolare per le viste, magari anche per aggiunge come la barra degli indirizzi e poco altro, non sono uno di quelli che vorebbe stravolgerlo, io lo trovo già molto funzionale e veloce ma necessità comunque di miglioramenti. Non ho gradito poi il meccanismo di chiusura delle applicazioni, in OSX se si clicca sulla classica ‘x’ sul bordo della finistra, l’applicazione non viene proprio chiusa ma resta presente nel Dock e in memoria. Questo perchè come molti sapranno negli unix quando un applicativo viene chiuso una sua parte resta in memoria per permettere un successivo avvio della stessa applicazione in maniera rapida, naturalmente se un programma ha bisogno di più memoria di quella disponibile man mano la memoria viene svuotata; abituato ad usare altri OS sono rimasto più che spiazzato nel ritovarmi tutte nel Dock applicazioni che credevo chiuse.

Tutto questi sono solo pareri personali, nel complesso adoro il mio Macbook e tutti i software per questa piattaforma, non si incontrano mai incoerenza coem avviene in Windows o GNU Linux.

Ma alla Intel ci sono o ci fanno?

Cercavo i driver Linux per un chip grafico intel, in particolare la GMA950, mi reco sul sito intel, nella sezione per il download e trovo ciò che mi serve ovvero gli Intel Embedded Graphics Drivers (IEGD). Procedo con il download quando noto una cosa… se voglio downlodare l’ultima release (la 6.1) devo scaricare un .exe (sotto linux un .exe vabbè) di quasi 60 Mb che comprende i driver per tutte le piattaforme, altrimenti i driver precedenti i 5.1, forza Intel come dice il nuovo motto (guardate il logo) questo è un balzo in avanti (Leap ahead).